Alle 9.00, quando in moooolta teoria avremmo dovuto essere già tutti al Grest, siamo ancora in casa.
Appena finito di sbraitare col piccolo perché faceva le bolle con la cannuccia nel latte, controllo il grande, troppo silenzioso in bagno. Lo trovo a fare gargarismi col dentifricio.
Mantengo la calma e gli sibilo di muoversi.
Sorvolo sul cambio costume ("non mi piace, mi è stretto" e l'imbattibile "mi prendono in giro"), ovviamente posto sul fondo dello zaino che ho dovuto disfare e rifare, e riusciamo a scendere verso la macchina.
Qui parte il piccolo, che deve raccogliere in giardino i fiori 'zalli'.
"Oh, amore, per la mamma???"
"No, è mie"
Vabbe.
Lasciamo il grande al Grest con scene che neanche Mario Merola (Dany che grida disperato "Mamu ((Samu)) è mmmmmmiooo!"), e rientriamo in macchina.
"Li regaliamo i fiori alle maestre?"
"No, è mie"
Ci rinuncio.
Finché il troppo silenzio mi fa insospettire, controllo, e lo trovo a masticare uno dei fiori.
Per la serie: "piuttosto che darli a qualcuno, me li mangio".
Riesco a toglierleli di mano (poi non chiedetemi perché guido SOLO col cambio automatico), e arriviamo al nido.
Mentre parcheggio, Dany mi avvisa: "Oh! Mama! Guadda butte patatine!"
Non so se girarmi o meno.
Ricordo che ieri avevo lasciato un sacchetto aperto per loro sui sedili posteriori.
"Butte! Cattive patatine, non si fa!", col ditino teso a fare "no".
Mi giro.
Guardo.
Mi rigiro.
Sospiro, e decido che le 9.23 sono un buon orario per prendere un Tavor e tornare a dormire.
