Sabato mattina.
Armata delle migliori intenzioni, animata da spirito escursionistico, pervasa da progettualità pedagogica, decido di fare un giro lungo in bicicletta con i nani, invece della solita corsetta solitaria.
Un'ora, attraversando boschi verdeggianti, fermandoci a vedere il maneggio, ad ammirare case che sembrano uscite or ora dalle favole.
Il sole, il vento fresco, i profumi di campo...
Tutto very bucolico, non fosse che ho un figlio che più che un bambino di 6 anni, sembra la versione umana (e diabolica) di Trivial Pursuit: "Mamma, cos'è questo insetto? Mamma, perché il cavallo ha la sella azzurra? Vive più il cavallo o la gallina? Come muoiono le galline? Cos'è quel trattore enorme? Una spannocchiatrice? Guarda, mamma, i torsoli della pannocchia! E perché sono rossi e non bianchi? Mamma, ho inventato una nuova mossa: destra, sinistra, quadrato, salto, triangolo, zerchio, pugno (non è un delirio geometrico, gli esperti di Play Station capiranno).
Più che un giro di svago, sembra di rivivere la versione sadica di " Chi vuol essere Milionario": domande incomprensibili, di cui la più facile è la formula chimica del perossido d'azoto, pedalando per strada, controllando le auto, cercando di evitare che il nano piccolo accechi un cavallo (e che il cavallo ci molli con nonchalance un mozzico vendicativo) offrendogli con grande fratellanza il ciuccio.
Insomma, all'ora sportiva, seguono due ore sul divano (e su Google, obviously) a cercare il nome tecnico della spannocchiatrice (sgranatrice, per chi fosse interessato), i tutorial dei giochi alla Play e siti per fini entomologi.
Mangiando patatine, recuperando il doppio delle calorie bruciate in bicicletta, ingoiando un Sinflex per l'emicrania sopraggiunta.
"Mamma, cos'è l'emicrania???"
E un Tavor.
Un Sinflex e un Tavor.
Samuele, il Gerry Scotti de' noiartri.


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