All'urlo selvaggio e terrificante di "TAO MAMAAAAAAA" mi sento colpire sul sopracciglio destro da un oggetto duro.
Cercando di non cedere al collasso, guardo cosa mi è stato lanciato in testa: una scarpetta nr. 23.
Mi giro e vedo Daniel che sorride, prende la scarpa, me la mette sulla guancia, mi si accuccia sul petto e ripete con voce sussurrata "Tao, mama..." e ride.
Traduco per i profani: "Buongiorno, mamma, ciao.
Saresti cosi gentile da svegliarti per mettermi le scarpe, che voglio uscire?
Ti ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti,
Tuo Daniel".

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