i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutto il mondo", come cantava uno che ha seri problemi col suo parrucchiere (Scanu, si scherza, eh?).
Beh, comunque il siparietto sarebbe nient'altro che questo: Samu con indice e pollice a pinza, mi da un leggero pizzicotto sulla chiappa, e io mi giro fintamente indignata, esclamando con la voce della nonna-lupo in Cappuccetto Rosso e le mani sui fianchi: " Chi mi ha toccato il culetto???". E Samu giù a ridere e a negare. Vabbe, cose che solo noi troviamo divertenti.
Leggere.
Innocue.
Fino a quando non ti trovi in un grande negozio di accessori auto, alla ricerca dello smalto giusto per coprire l'ultimo graffio alla portiera, preso di ritorno da una serata mojito.
Abbondante mojito.
Comunque.
Studiavo con attenzione il criterio di scelta davanti allo scaffale, quando Samuele mi pinza la chiappa.
Parte il primo siparietto. Si sganascia. Rido, mi rimetto a leggere.
Me la ripinza. Stesso svolgimento, stessa scenetta, stessa conclusione, ma adesso basta che mi sto concentrando, eh?
Alla terza pinzata di chiappa, mi giro un po' scocciata, e con tono decisamente meno accondiscendente di Mussolini, tuono la solita frase: "Chi mi tocca il culetto?".
Dietro di me, in quell'esatto istante, passa il direttore del negozio, con in mano una sorta di pantone delle carrozzerie, al fine di aiutarmi nella scelta, suppongo.
Alza la testa dal catalogo e mi guarda tra lo stupito, il disapprovante e l'indignato.
Io in pochi secondi capisco il misunderstanding e cerco di chiarire balbettando la situazione, mentre incenerisco Samu con lo sguardo (sottotitolo: 'questa me la paghi'), ma ci rinuncio subito perché 'mipuzzicaletergaeiofaccioilllupodicapuccettoindignato' pare brutto a raccontarsi.
Rossa più rossa del rosso pantone, mi rigiro a fissare ostinata gli smalti nella speranza che mi si apra una botola sotto i piedi e mi levi dall'imbarazzo.
Ci pensa il direttore, che come nulla fosse, si mette a spiegarmi quale tecnica fosse la migliore per coprire i danni da mojito alla mia portiera (versione ufficiale: 'qualche vandalo mi ha rigato la macchina').
Parla e intanto subdolamente, lentamente, gli fiorisce un sorriso beffardo sul viso: mi prende evidentemente per il culo, mentre io ostento un sempre più ostinato interesse per gli smalti in fila.
Prendo senza neanche guardare il primo che mi porge divertito, e a testa alta ringrazio e vado in cassa.
Giuro che se fossi andata dal coiffeur di Scanu e ne fossi uscita col suo stesso boccolone da Lady Oscar in fronte, mi sarei sentita meno, ma molto meno imbarazzata.
Samu il "granchio pinzatore"

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